Come si aiuta un amico che soffre? Bella domanda, eh?.

In situazioni simili, la prima cosa che ci viene in mente di fare è infondere coraggio in chi sta male e invitarlo a distrarsi, a pensare a qualcos’altro. Ma questo è forse l’approccio più sbagliato (seppur in buona fede).

La verità è che non sappiamo cosa fare davanti al dolore altrui; ci lascia spiazzati e questo ci fa pensare che sia sufficiente guardare il lato positivo, come se chi è davanti a noi fosse diventato improvvisamente incapace di vedere il bello e il buono che c’è nel mondo e nella sua vita.

Eppure non possiamo far star bene qualcuno cercando a cancellare o a scacciare il suo dolore. Se ci sforziamo di farlo, quella persona smetterà di condividere il suo stato d’animo con noi. Io, per esempio, quando sto male e qualcuno cerca di consolarmi reagisco chiudendomi ancora di più.

Come comportarsi, allora?

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Non so se è riconosciuta dalla scienza ma per me è reale. La chiamo depressione settembrina ed è una patologia che si manifesta in me con totale abulia, mancanza di entusiasmo, irritabilità e un’altra serie di sintomi che la rendono simile ad una PMS perenne.
In questi giorni sto provando a contrastarla con la seguente dieta (in dosi giornaliere):

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