Mangiare da soli in pubblico

Mi è capitato spesso di pranzare da sola in un ristorante, sia durante le trasferte di lavoro che durante i viaggi o le vacanze in solitaria. Inizialmente mi sentivo osservata e – diciamolo chiaramente – anche un po’ sfigata.

Crescendo, questa forma di imbarazzo è scomparsa del tutto e ora mi sento perfettamente a mio agio. Non è stato facile, però, e penso che in generale non lo sia soprattutto per le donne (molto spesso vieni disturbata da scocciatori anche quando sei felice di startene a tavola da sola).

Ecco un video che parla di questo tema in modo simpatico.

Sappiamo stare da soli con noi stessi?

Tutta la nostra infelicità deriva da una sola cosa: la nostra incapacità di stare da soli in una stanza.

Questa famosa frase di Blaise Pascal è volutamente esagerata; tuttavia esprime un dato interessante.

Quando Pascal parla dell’incapacità di stare da soli in una stanza non si riferisce allo starsene spiaggiati sul letto a fissare il vuoto: si tratta, piuttosto, di sviluppare un’attenzione verso noi stessi, apprezzare i piccoli piaceri della vita.

Oppure meditare per permettere alla parte più silenziosa di noi di venire fuori e parlarci, senza timore di essere soppressa dalle voce squillanti che si impongono con la forza nella nostra vita quotidiana.

La nostra società ci invita a distrarci e a inseguire nuovi stimoli, a cercare quello che gli inglesi chiamano drama; in definitiva ci fa associare la solitudine a un’esperienza negativa e deleteria per l’essere umano.

Vivendo in questo modo, perdiamo il gusto di dedicare del tempo ad osservare e ascoltare noi stessi e gli altri. In sostanza quello che Pascal voleva dirci è che, per essere felici, dovremmo imparare a diventare i migliori amici di noi stessi.