La differenza tra nazionalismo e patriottismo

A ridosso della seconda guerra mondiale, George Orwell scrisse un saggio intitolato Note sul nazionalismo. I primi due paragrafi offrono una utile distinzione tra nazionalismo e patriottismo.

Per nazionalismo intendo prima di tutto l’abitudine di dare per scontato che gli esseri umani possano essere classificati come insetti e che interi blocchi di milioni o decine di milioni di persone possano essere tranquillamente etichettati come ‘buoni’ o ‘cattivi’.

Ma in secondo luogo – e questo è molto più importante – intendo l’abitudine di identificarsi con una singola nazione o altra unità, ponendola al di là del bene e del male e non riconoscendo nessun altro dovere se non quello di promuovere i suoi interessi.

Il nazionalismo non va confuso con il patriottismo. Entrambe le parole sono normalmente usate in modo così vago che qualsiasi definizione può essere messa in discussione. Tuttavia bisogna fare una distinzione tra di esse, poiché si tratta di due idee diverse e persino opposte.

Per patriottismo intendo la devozione a un luogo particolare e a un particolare modo di vivere, che si crede di essere il migliore del mondo, ma non si vuole imporre agli altri. Il patriottismo è per sua natura difensivo, sia militarmente che culturalmente.

Il nazionalismo, invece, è inseparabile dal desiderio di potere. Lo scopo costante di ogni nazionalista è quello di assicurarsi più potere e più prestigio, non per se stesso, ma per la nazione o altra unità in cui ha scelto di affondare la propria individualità.