Auguri

Buon Natale alle capre e ai cavoli, a Filippo e al panàro, alla botte piena e alla moglie ubriaca, alle mazze e alle panelle, al lupo, al pelo e al vizio, all’uovo e alla gallina (senza ordine di priorità), ai cani, ai porci e alle perle, alle mele e alle pere (ma in primis alle pere), alle forbici, ai sassi e alla carta.

Un gesto che può cambiare una vita

Kiva è una piattaforma che permette di prestare denaro a chi ne ha bisogno in più di 80 paesi, aiutando le persone ad avviare una professione, studiare e migliorare le condizioni di vita personali e familiari.

Sottolineo che si tratta di prestiti, non di donazioni. Per questo motivo i soldi prestati (si parte da un minimo di 25 dollari a progetto) vengono restituiti nel giro di qualche mese e possono essere reinvestiti o prelevati. Posso garantirlo per esperienza diretta, in quanto sono membro della community di Kiva da anni.

Metto qui a disposizione tre gift card* per Kiva (ciascuna equivale a 25 dollari) che avevo inviato l’anno scorso a delle persone e che, tuttavia, non sono state mai attivate. Ecco i codici di riferimento, che vanno inseriti dopo l’iscrizione al sito:

  • CPXA-HJ9K-EQCY-9YFC
  • TJNN-3TYA-UAEU-RMUA
  • MFDK-M3DA-YWEW-RDCX

*Trattandosi di gift card, questi soldi non verranno restituiti.

Buon Natale a tutti.

Staccare la spina

L’ultima settimana di lavoro prima delle vacanze è per molti la più difficile da mandare giù. Chi, come me, lavora con i social sa che non è semplice staccare veramente la spina. Soprattutto durante le festività.

Non è un caso, tuttavia, che io abbia detto «non è semplice» piuttosto che «è impossibile». Molto, infatti, dipende da quanto siamo disposti a concederci la possibilità di perdere il controllo e non sentirci indispensabili.

Per questo motivo, da anni mi impongo una sola regola: quando è possibile (ovvero quando c’è WiFi nel luogo in cui mi trovo) controllo la posta elettronica del lavoro una volta al giorno. Solitamente la sera alle 18:00. 

Per il resto, predispongo sempre un protocollo di emergenza, per così dire, in modo che chi ha urgenza di contattarmi per cose molto importanti sappia sempre come ricevere supporto o reperirmi in qualsiasi momento.

In certi casi funziona, in altri no: l’importante è provare a ritagliarsi e a difendere a priori quei necessari momenti di riposo mentale ai quali tutti abbiamo diritto.