Perché, tutto sommato, conviene essere educati

Chi mi conosce bene sa che mi arrabbio molto raramente in circostanze in cui la maggior parte delle persone perderebbe le staffe in un nanosecondo. Mi riferisco soprattutto a quelle occasioni in cui mi relaziono con una persona per contestare un servizio che – in quel momento – non sta funzionando.

Nel corso degli anni ho capito che mostrarsi fermi ma educati di fronte all’aggressività o alla frustrazione altrui aiuta a creare un contatto più umano (e quindi porta ad ottenere maggiori benefici).

In questo articolo l’autore riporta l’esempio di un volo cancellato e della fila di viaggiatori incavolati davanti al gate in attesa di farsi riassegnare i posti su un nuovo volo. Parla delle difficoltà che si trovano a gestire gli assistenti di volo e del fatto che – riconoscendo la loro frustrazione in maniera aperta e empatizzando con il personale che offre servizio – è possibile ottenere più di quanto si otterrebbe minacciandoli o mandandoli a quel paese.

C’è un passaggio in particolare che mi ha colpita:

[Comportandoti con educazione] andrai più lontano e più veloce di altri nella stessa situazione. Certo, si tratta di mettere da parte il tuo ego per un momento. Ma se ci pensi, questo approccio può spesso essere il più efficace per ottenere quello che vuoi.

Come si dovrebbe chiedere scusa

Quante volte ci capita di dire o di sentir dire: «Ti chiedo scusa se ho detto qualcosa che ti ha offeso». Oppure: «Mi spiace se ho fatto una cosa che ti ha ferito».

C’è qualcosa che non va in queste frasi di scusa. Il problema è quel se. Il se dimostra che chi dice quelle frasi non ha realmente compreso perché l’altra persona ci è rimasta male. La verità è che spesso non ha nemmeno provato a farlo.

Come si chiede scusa a qualcuno? Basta modificare leggermente le frasi di cui sopra:

«Ti chiedo scusa perché ho detto una cosa che ti ha offeso». E ancora: «Mi spiace di aver fatto una cosa che ti ha ferito».

Si nota la differenza? 😉