Franzbrötchen: quando un errore diventa un trionfo

Quando l’esercito di Napoleone occupò Amburgo tra il 1806 e il 1814, le pasticcerie della città cominciarono a cimentarsi nella preparazione dei croissant francesi per compiacere i nuovi padroni di casa.

All’inizio non gli vennero un granché bene ma provarono a metterci una pezza personalizzandoli con lo zenzero ed altri ingredienti della tradizione tedesca.

Diedero così vita al Franzbrötchen, una specie di croissant collassato: bruttino all’apparenza ma molto, molto gustoso. Infatti gli stessi francesi ne divennero ghiotti.

Sale, grasso, acido, calore

Questo weekend ho visto su Netflix la docuserie Salt, Fat, Acid, Heat curata da Samin Nosrat. La serie si basa sull’omonimo libro della chef internazionale, una vera e propria guida essenziale alle basi della buona cucina. Al centro del racconto c’è la conoscenza dei quattro elementi che bisogna saper bilanciare: salato, grasso, acido e calore.

La serie è molto appassionante e intreccia l’arte della cucina con il racconto di viaggio: la chef, infatti, visita quattro paesi (Italia, Giappone, Messico e Stati Uniti) esaminando le materie prime di qualità e cosa le rende così speciali.

Qui è possibile vedere il trailer.

Samin è molto genuina e curiosa: assaggia qualsiasi cosa senza esitazione ed ha una grande capacità di connettersi alle persone che incontra. Un bell’esempio in un mondo di chef televisivi che sanno solo giudicare e umiliare chi non fa le cose come loro.

Raccontare la cucina

Realizzare dei video che hanno come protagonista la cucina non è affatto semplice.

Siamo da tempo assuefatti al format della videoricetta di YouTube, il cui topos può essere riassunto nei seguenti punti:

  1. Persona dietro un bancone, davanti alla camera, che ammicca allo spettatore;
  2. Spiegazione estremamente didascalica della preparazione;
  3. Musichetta di sottofondo che copre tutti gli altri suoni;
  4. Recap degli ingredienti.

La variante di questa tipologia è la videoricetta all’americana in cui si vedono solo le mani di chi cucina e la preparazione viene accelerata al massimo per rendere il video il più breve possibile.

Si tratta di video utili e istruttivi che capita anche a me di guardare per ricordare o memorizzare alcune procedure. Eppure so per certo che non mi trasmetteranno mai delle emozioni e che difficilmente tornerò a guardarli in futuro.

Non è un caso che io stia parlando di emozioni. Quando penso alla cucina autentica, quella che mi trasmette sensazioni inesprimibili e riaccende aree sopite del mio cervello, la prima immagine che mi viene in mente è sempre quella di mia mamma o di mia nonna che preparano da mangiare.

Mi sono chiesta se avrei mai provato quelle emozioni guardando un video di una persona che cucina. Poi mi sono imbattuta in contenuti come questo:

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