Un’app per ridurre lo spreco alimentare

Olio è un’applicazione che permette a chi la usa di condividere del cibo (e non solo) gratuitamente con gli altri.

È la soluzione ideale se hai in casa dei prodotti in scadenza e sai già che non li consumerai, oppure se devi partire per un viaggio e vuoi liberarti di alimenti freschi che non troveresti nelle stesse condizioni al tuo ritorno.

Può essere usata anche se hai cucinato in abbondanza e non sai cosa fartene del cibo rimasto, oppure se hai comprato una confezione di limoni ma te ne serviva solo uno.

Non so quanti utenti vi siano in Italia (a occhio non mi sembrano molti) ma sarebbe bello se tutti cominciassimo a usare questa app per limitare il più possibile lo spreco alimentare.

L’app che ti ricorda che morirai

Da qualche settimana esiste un’app che ti ricorda che morirai inviandoti cinque notifiche al giorno (che, come la morte, possono arrivare in qualsiasi momento).

Si chiama WeCroak e il suo obiettivo – così riferisce il sito ufficiale – è stimolare la riflessione, la respirazione cosciente e la meditazione sulle cose importanti della vita. Ogni notifica è accompagnata da un aforisma motivazionale.

Insomma: quella della morte è solo una scusa.

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Una buona app per la meditazione

Da geek quale sono, cerco sempre di capire se c’è un’app che possa aiutarmi a raggiungere i miei obiettivi. Tempo fa ho provato una serie di strumenti per coadiuvare la meditazione e devo dire che quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni è Headspace.

Anche Calm non è male e l’ho usata per molto tempo prima di passare a Headspace; mi piacciono molto i suoni ambientali tra i quali è possibile scegliere. Trovo però un po’ fastidiosa la voce della persona che accompagna le meditazioni guidate (non è per una forma di antipatia ma ch’aggia fa!?) e per questo motivo preferisco Headspace.

Cos’ha di speciale? Un bel po’ di funzionalità…

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Un’app per aiutare non vedenti e ipovedenti

Chi gode di un’ottima vista non può immaginare quante e quali siano le difficoltà che devono affrontare nel quotidiano le persone che non ce l’hanno. Mi riferisco a cose molto semplici, come ad esempio poter conoscere la data di scadenza di un alimento, riconoscere un oggetto ignoto, individuare il colore di un abito o decodificare un messaggio scritto quando non è accompagnato dalla trascrizione in Braille.

Con l’applicazione BeMyEyes una persona non vedente o ipoverente può videochiamare un volontario che può aiutarla in questi compiti. È possibile registrarsi gratuitamente sia come volontario che come utente che necessita supporto (al momento in cui scrivo questo post ci sono 1.560.364 volontari in tutto il mondo e gli utenti che ne beneficiano sono 90.873). Al momento dell’iscrizione bisogna indicare quali lingue si parlano, in modo da poter offrire o chiedere il supporto nella propria lingua preferita.