Innescare il cambiamento con la Teoria U

Viviamo in un’epoca di trasformazioni dirompenti. Come si coltivano la curiosità, la compassione e il coraggio di fronte al pregiudizio, alla rabbia e alla paura? Questa potrebbe essere la sfida più importante per la leadership del nostro tempo.

Esiste un percorso che può aiutarci ad applicare in modo scientifico un metodo di cambiamento dei sistemi basato sull’ascolto e sulla consapevolezza. Questo percorso si chiama Teoria U, ed è stato sviluppato all’interno del Massachusetts Institute of Technology dal professore tedesco Otto Scharmer insieme al suo team. La Teoria U fornisce gli strumenti teorici e pratici per guidare il cambiamento nei contesti personali, di business, di governo e della società civile in tutto il mondo.

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Un’app per aiutare non vedenti e ipovedenti

Chi gode di un’ottima vista non può immaginare quante e quali siano le difficoltà che devono affrontare nel quotidiano le persone che non ce l’hanno. Mi riferisco a cose molto semplici, come ad esempio poter conoscere la data di scadenza di un alimento, riconoscere un oggetto ignoto, individuare il colore di un abito o decodificare un messaggio scritto quando non è accompagnato dalla trascrizione in Braille.

Con l’applicazione BeMyEyes una persona non vedente o ipoverente può videochiamare un volontario che può aiutarla in questi compiti. È possibile registrarsi gratuitamente sia come volontario che come utente che necessita supporto (al momento in cui scrivo questo post ci sono 1.560.364 volontari in tutto il mondo e gli utenti che ne beneficiano sono 90.873). Al momento dell’iscrizione bisogna indicare quali lingue si parlano, in modo da poter offrire o chiedere il supporto nella propria lingua preferita.

Perché gli incompetenti pensano di essere degli esperti

L’effetto Dunning-Kruger (cito Wikipedia) è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità ritenendosi, a torto, esperti in quel campo. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti. Questo simpatico video illustra come è possibile che ciò accada:

I mostri giapponesi

Yōkai 妖怪 (da yō che significa stregoneria e kai che vuol dire apparizione misteriosa) è il termine con cui i giapponesi definiscono le creature magiche e spaventose che appartengono alla mitologia giapponese. Ve ne sono tantissimi e a chi volesse conoscerli uno per uno consiglio la lettura di questo libro. Trattandosi di un’enciclopedia puoi anche consultarla senza leggerla in maniera lineare (come faccio io).

Per un primo approfondimento sul tema suggerisco la lettura di questo articolo scritto da Daniela Travaglini su Ohayo, che ha anche realizzato una gallery dei mostri più famosi.

Qui un piccolo estratto:

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Cos’è il Torschlusspanik

Ci sono emozioni che proviamo ma alle quali non sappiamo dare un nome. Questo però non vuol dire che qualcun altro non gliel’abbia dato – magari in Lapponia o in Sudamerica. Oggi voglio parlarti del termine tedesco Torschlusspanik, ovvero di quello che letteralmente significa “panico del portone che si sta chiudendo“.

Si tratta dell’emozione che proviamo quando siamo agitati perché ci accorgiamo di essere a corto di tempo. Il termine fu coniato nel Medioevo quando, all’approssimarsi di un’armata nemica o di un qualsiasi altro tipo di pericolo pubblico, il portone del castello cominciava a chiudersi e tutti quelli che erano fuori si affannavano ad attraversare il ponte levatoio per mettersi in salvo tra le mura.

Ti ricorda qualcosa?

Ispirato da L’atlante delle emozioni umane di Tiffany Watt Smith

Platone for dummies

È raro imbattersi su YouTube in video esteticamente belli (e qui potrei già fermarmi 😉) che riescano a illustrare concetti fondamentali in modo semplice ed efficace. Per fortuna ne ho trovato qualcuno… Cominciamo con il cuore della filosofia di Platone (to be continued).