Adiuvare: portare verso Giove

L’archetipo incarnato da Giove rappresenta i nostri ideali, le nostre aspirazioni più profonde, la fede (intesa come fiducia nell’Universo). Nella Teogonia, Esiodo racconta che Giove, figlio di Saturno, riuscì a sopravvivere alla carneficina messa in atto da suo padre, che divorò tutti i suoi figli per timore di essere spodestato. Giove è il padre che vuole solo il bene dei propri figli, contrapposto al padre crudele (Saturno).

Leggevo in un libro che l’etimologia del verbo adiuvare potrebbe derivare anche da ad+iuvo, ovvero dal verbo iuvare, in riferimento a Juppiter, Jovis (Giove). In tal senso ad+iuvare significherebbe portare verso Giove, avvicinare una persona verso il suo ideale di vita più autentico.

Posso davvero dire di aver aiutato qualcuno se – con la mia azione – gli impedisco di sperimentare e imparare qualcosa di nuovo? È difficile capire quando dobbiamo aiutare qualcuno o se è meglio lasciare che segua il suo percorso senza interferire.

Dovremmo sempre chiederci se lo stiamo facendo per soddisfare solo il nostro bisogno di sentirci utili o per sostenere una persona verso la ricerca della sua lezione da imparare.

La libreria Treadwell’s a Londra

La libreria Treadwell’s è uno dei miei posti preferiti a Londra. Ogni volta che vengo qui ci passo volentieri perché trovo sempre qualche libro interessante da comprare.

Si tratta di un negozio molto eclettico nel quartiere Bloomsbury, specializzato in libri di cultura che spaziano dalla filosofia all’occultismo, passando da testi mistici su arte, magia e religione.

È anche possibile trovare una sezione dedicata agli olii essenziali, alle resine e agli incensi che è sempre ben fornita. Quasi ogni sera Treadwell’s ospita un evento: corsi, letture di tarocchi, presentazioni di libri.

C’è sempre qualcosa da fare!

Ciò che mi piace di più è l’atmosfera accogliente, intima e rassicurante che lo contraddistingue. Consigliato a tutti quelli che sono di passaggio.

Buon Samhain a tutti

Oggi si celebra Samhain, il tempo degli ultimi raccolti e degli ultimi frutti. È nel silenzio e nel buio del grembo della Terra che vengono piantati quei semi che poi vedremo in primavera sotto forma di fiori.

Samhain ci ricorda quanto siano importanti il riposo e l’ascolto per una crescita sana. E ci invita a scavare dentro di noi, liberandoci da ciò che è superfluo e che non ci definisce. Prendiamoci il tempo che serve per ritrovare la nostra essenza e per tornare al mondo con una rinnovata consapevolezza.

A Roma un ciclo di incontri sulla mitologia classica

Segnalo con piacere il ciclo di incontri Mythologica sulla mitologia classica che si svolgeranno presso la Curia Iulia al Foro Romano dal 13 ottobre al 23 marzo del 2019:

L’iniziativa esplora la metamorfosi di questi antichi racconti trattando ciascuno di essi in un incontro tenuto da due esperti. Nella prima parte dei classicisti narrano la storia del mito e ne spiegano il significato culturale, nella seconda parte le parole di uno storico dell’arte, uno scrittore, un regista o un cantautore ne mettono in mostra le diverse articolazioni, i riadattamenti e la fortuna che il racconto antico ha acquisito nel corso dei secoli.

Ecco il calendario completo:

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L’horror ci parla di noi

Il genere horror ci accompagna dall’età della pietra. Perché? In sostanza perché parla dell’oscurità che aleggia sulla condizione umana. Ma è diventato vera arte solo in quest’epoca contrassegnata dalla paura dell’altro.

Horror is what anthropologists call biocultural. It is about fears we carry because we are primates with a certain evolved biology: the corruption of the flesh, the loss of our offspring. It is also about fears unique to our sociocultural moment: the potential danger of genetically modifying plants. The first type of fear is universal; the second is more flexible and contextual. Their cold currents meet where all great art does its work, down among the bottomless caves on the seabed of consciousness. Lurking here, a vision of myself paralysed in the dirt, invisible to those I love.

Horror has always been with us. Prehistoric cave paintings are rife with the animal-human hybrids that remain a motif of horror to this day. Every folktale tradition on Earth contains tales of malevolent creatures, petrifying ghosts and graphic violence. The classics are frequently horrifying: in Homer’s Odyssey, when the Cyclops encounters Odysseus’ men, the monster eats them, ‘entrails, flesh and the marrowy bones alike’.

[…]

As any historian of the genre will tell you, horror has had previous golden ages. Perhaps ours is just a random quirk of popular taste. But perhaps not. Perhaps we are intoxicated by horror today because the genre is serving a function that others aren’t. Can’t. Horror’s roots run deep, but they twist themselves into forms very modern. The imagination’s conversion of fear into art offers a dark and piercing mirror.

Ecco un articolo molto interessante sul tema.

Schliemann e la scoperta di Troia

Archeologi e operai durante gli scavi di Heinrich Schliemann nel 1868 a Troia

Ho da poco terminato la lettura del diario in cui l’archeologo Heinrich Schliemann documenta i suoi lavori di scavo presso le rovine di Troia, Micene, Itaca e Tirinto: è stata un’emozione indescrivibile per me che – da quando ero in prima elementare – volevo fare l’archeologa.

Schliemann ha una storia incredibile alle spalle: fin da piccolo è ossessionato dagli eroi omerici e si prefigge l’obiettivo – insieme a Minna, il suo primo amore – di trovare i resti della città di Troia. La sua vita rocambolesca lo porta a girare il mondo in cerca di fortuna, vivendo sulla soglia della povertà, per poi catapultarlo sull’onda dei buoni affari, che lo fanno arricchire con il commercio. Nel frattempo impara le lingue straniere con un metodo tutto suo e studia il mondo classico a 360°.

Ma ancora non sa cosa la vita ha in serbo per lui…

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