Scienza e coscienza

Ho sempre diffidato dei cosiddetti guru che ti danno la ricetta perfetta fatta di pensiero positivo, legge dell’attrazione e altre cavolate New Age: troppo spesso banalizzano concetti e pratiche fino a svuotarli di significato, riducendoli a mere operazioni commerciali.

Non è di guru che abbiamo bisogno, bensì di persone che sappiano usare entrambi gli emisferi del cervello. Ma non bisogna fermarsi alla mente e al pensiero… è necessario accedere a qualcosa che possa aiutarci a nutrire lo spirito: l’intuizione.

Grazie alla mia amica Angela, ho scoperto Pier Giorgio Caselli. Si tratta di un fisico (specializzato in fisica quantistica) e, al contempo, un maestro di arti marziali che – senza fare alcuno sforzo – coniuga gli insegnamenti dei grandi mistici (Gautama il Buddha, Gesù, Yogananda, Francesco d’Assisi, Ramana Maharshi, etc.) e le più grandi scoperte scientifiche, riuscendo a far emergere in modo semplice un punto di vista completamente nuovo in cui scienza e fede (non in senso religioso, ovvero intesa come accettazione totale di un credo) convergono e non entrano in contraddizione.

Ecco i primi tre video che consiglio di guardare sul canale YouTube della Scuola Non Scuola.

Buona visione e buona intuizione.

Se l’anatra avesse una mente umana

In questi giorni sto leggendo Un nuovo mondo di Eckhart Tolle, un saggio in cui l’autore analizza lo strapotere della mente sull’uomo, a svantaggio della consapevolezza e della presenza.

La causa della nostra sofferenza risiede proprio nell’estrema identificazione con l’ego, che di fatto è una costruzione dell’essere umano che genera un’illusoria scissione e gli impedisce di realizzare la propria spiritualità.

Ecco una storia estrapolata dal libro:

Ne Il Potere di Adesso ho raccontato la mia osservazione su due anatre che, dopo uno scontro (che non dura mai a lungo), si separano e se ne vanno in direzioni opposte. Poi, ognuna delle due sbatte vigorosamente le ali un paio di volte e così rilascia il sovrappiù di energia che si era creato durante lo scontro. Dopo che hanno sbattuto le ali, riprendono a nuotare pacificamente, come se niente fosse successo.

Se l’anatra avesse una mente umana, manterrebbe vivo lo scontro, pensando e costruendoci sopra una storia. Questa sarebbe probabilmente la storia dell’anatra: «Non riesco a credere a quello che ha appena fatto. È entrato nel mio territorio per più di dieci centimetri. Pensa che questo stagno sia suo. Non ha considerazione per il mio spazio privato. Non mi fiderò più di lui. La prossima volta troverà qualcos’altro solo per darmi fastidio. Sono sicuro che sta già complottando qualcosa. Ma non lo sopporterò. Gli darò una lezione che non dimenticherà».

E, avanti di questo passo, la mente racconta le sue storie, ancora lì a pensarci e a parlarne per giorni, mesi o anni dopo. Per quello che riguarda il corpo, la lotta sta ancora continuando e l’energia che genera in risposta a tutti quei pensieri è l’emozione, che a sua volta genera ancora più pensiero.

Questo diventa il pensiero emozionale dell’ego.

Ecco come diverrebbe problematica la vita dell’anatra, se avesse una mente umana. Ma questo è il modo nel quale la maggior parte degli umani vivono tutto il tempo. Non vi sono situazioni o eventi che siano mai veramente compiuti. La mente e la storia fatta dalla mente, il “me e la mia storia”, continuano.

Siamo una specie che ha perso la strada. Tutto quello che è naturale, ogni fiore o albero e ogni animale, ha importanti lezioni da darci, se solo ci fermiamo, guardiamo e ascoltiamo.

Per voi la lezione dell’anatra è questa: sbattete le ali. Questo, tradotto, vuol dire “lasciate andare la storia” e ritornate al solo luogo di potere: il momento presente.

Molte vite, molti maestri

Qualche giorno fa ho terminato la lettura di Many lives, many masters del dottor Brian Weiss. Ho letteralmente divorato quel libro, che è il resoconto di un’esperienza vissuta proprio dal suo autore. Lo avevo acquistato l’anno scorso ma – per vari motivi – me ne ero poi dimenticata e avevo finito con l’abbandonarlo su una mensola. 

Il dottor Weiss è uno psichiatra americano formatosi alla Columbia e a Yale che – con l’approccio analitico dell’uomo di scienza – si impegna per aiutare una paziente, Catherine, afflitta da una serie di fobie e pervasa da un’ansia di vivere molto soffocante.

Dopo aver tentato numerose terapie, il dottore decide di ricorrere alla pratica dell’ipnosi; grazie ad essa conduce la paziente nei meandri della sua mente e trova qualcosa di assolutamente inaspettato per entrambi, ovvero i ricordi dettagliati delle vite precedenti vissute da Catherine. 

Inoltre, alla narrazione dei suoi ricordi, Catherine aggiunge una serie di messaggi e informazioni che riguardano qualcosa di molto più grande e che chiamano in causa lo stesso dottor Weiss e la sua vita.

Quello che mi ha colpito particolarmente è il conflitto interiore raccontato magistralmente dal dottor Weiss, che prova in maniera estenuante a trovare spiegazioni razionali per quanto sta accadendo di fronte ai suoi occhi.

Da leggere se non si ha paura di porsi domande molto pesanti.