Quando fingevo che mi piacesse Dylan

Per me Beverly Hills 90210 è sempre stato un semplice codice di avviamento postale.

Non ho mai seguito la serie e non mi ha mai incuriosita: non riuscivo a identificarmi con nessuna delle protagoniste ma ricordo benissimo che fingevo di avere una cotta per Dylan per non destare dubbi sul mio orientamento sessuale. Avevo scelto Dylan come uomo dello schermo perché mi sembrava il più stronzo e io volevo risultare una eterosessuale credibile.

Mi dispiace che l’attore che lo interpretava, Luke Perry, sia scomparso e oggi voglio dedicargli un pensiero insieme a Keith Flint, che con i Prodigy ha fatto la storia della musica contemporanea.

Oggi un mio amico ha scritto su Facebook che gli anni Novanta non sono finiti oggi: sono finiti vent’anni fa e dovremmo farcene una ragione. È un amico molto saggio.

La raccolta fondi per sostenere Valigia Blu

Ho assistito alla nascita di Valigia Blu, avvenuta ben nove anni fa. È uno dei progetti che sostengo con convinzione da anni e lo trovo davvero unico nel suo genere, poiché riesce a creare un senso di comunità intorno alle notizie.

La qualità del fact-checking, l’eccellente moderazione dei commenti e l’analisi accurata delle fonti ne fanno inoltre uno dei media più affidabili che io conosca.

In queste settimane è in corso la raccolta fondi per l’edizione 2019: questo è l’unico modo per finanziare il lavoro del team che cura Valigia Blu. Il sito, infatti, non contiene pubblicità e vive solo grazie al sostegno dei suoi lettori (che continuano a crescere di anno in anno).

Chi volesse approfondire la conoscenza di questo progetto (e sostenerlo) può trovare maggiori informazioni qui.

Gli smart speaker e il mondo dell’informazione

La popolarità degli altoparlanti intelligenti (smart speaker) è in ascesa e sicuramente questo Natale entreranno in moltissime cause – complici i prezzi relativamente accessibili e le tante funzioni che possono aiutare a svolgere.

In un articolo pubblicato sul sito del Nieman Lab, la giornalista Laura Hazard Owen ha riportato i risultati di una ricerca condotta da Reuters sul rapporto tra smart speaker e il mondo dell’informazione.

Emerge in modo netto il fatto che le news non sono tra i contenuti preferiti da chi usa questi strumenti, in particolare per le seguenti ragioni:

  1. Gli aggiornamenti sono troppo lunghi. durano in media cinque minuti ma in tanti preferirebbero aggiornamenti più concisi;
  2. I notiziari non vengono aggiornati abbastanza frequentemente. Spesso gli ultimi aggiornamenti risalgono a ore o giorni fa;
  3. Alcuni notiziari usano voci artificiali e questo spesso li rende difficili da ascoltare;
  4. Alcuni notiziari vengono prodotti con mezzi scarsi e la qualità dell’audio è molto bassa;
  5. Alcuni notiziari hanno jingle o pubblicità molto intrusive;
  6. Non è possibile scegliere le storie o saltare quelle che non interessano.

Qui è possibile leggere per esteso la ricerca di Reuters.