Iktsuarpok: che roba è?

Hai presente quella sensazione di irrequietezza che si manifesta quando siamo alla finestra in attesa di qualcuno, di una telefonata importante o aspettiamo che uno dei nostri contatti lasci un commento sotto un nostro post? Presso il popolo inuit questo senso di attesa ha un nome specifico: si chiama iktsuarpok.

Possiamo dire che è una sorta di ansia dello squillo all’ennesima potenza?

Desiderare

Dal lat. desiderare, der. di sidus -ĕris ‘stella’, col pref. de-; indica l’atto di fissare le stelle. Altri danno alla particella de- un valore diverso che indica allontanamento “distogliere lo sguardo dalle stelle, dalle cose bramate“. L’etimologia del sostantivo desiderio ci rimanda al De bello Gallico: i desiderantes erano i soldati che stavano sotto le stelle ad aspettare quelli che dopo aver combattuto durante il giorno, non erano ancora tornati. Da qui il significato del verbo desiderare: stare sotto le stelle ed attendere.

Schiavo

Il termine deriva da slavo e fu utilizzato dopo la guerra di Ottone il Grande e dei suoi successori contro i popoli slavi per designare un “servo”, visto che molti dei prigionieri fatti vennero poi ridotti in schiavitù. È frequente in diverse lingue l’uso dei nomi dei popoli sottomessi per designare gli schiavi (il termine anglosassone vealh indica al contempo “abitante del Galles” e “schiavo” e il termine greco eilotis – cioè “ilota” – vuol dire sia “abitante di Elos” che “schiavo”).

Fonte: Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani

Cos’è il Torschlusspanik

Ci sono emozioni che proviamo ma alle quali non sappiamo dare un nome. Questo però non vuol dire che qualcun altro non gliel’abbia dato – magari in Lapponia o in Sudamerica. Oggi voglio parlarti del termine tedesco Torschlusspanik, ovvero di quello che letteralmente significa “panico del portone che si sta chiudendo“.

Si tratta dell’emozione che proviamo quando siamo agitati perché ci accorgiamo di essere a corto di tempo. Il termine fu coniato nel Medioevo quando, all’approssimarsi di un’armata nemica o di un qualsiasi altro tipo di pericolo pubblico, il portone del castello cominciava a chiudersi e tutti quelli che erano fuori si affannavano ad attraversare il ponte levatoio per mettersi in salvo tra le mura.

Ti ricorda qualcosa?

Ispirato da L’atlante delle emozioni umane di Tiffany Watt Smith

Hai mai indossato un dizionario?

Qualche settimana fa, in Sardegna, mi sono imbattuta in una bancarella presidiata dai ragazzi de L’Atlante dei Bottoni, una bottega sarda che realizza gioielli molto particolari. Ecco come descrivono la loro iniziativa sul sito ufficiale:

L’Atlante dei Bottoni è una piccola casa di gioielli realizzati a mano attraverso l’impiego di materiali cartacei storici destinati al macero. Vecchi dizionari, testi scolastici datati e libri ormai in disuso prendono nuova vita trasformandosi in accessori unici dal gusto retrò.

Trasformare un libro o un dizionario in gioiello per dargli nuova vita richiede cultura, cura e amore e questi ragazzi ci riescono benissimo. Oltretutto si tratta di pezzi unici e questo li rende ancora più significativi.