Destinazione: polvere

Ho scoperto che esiste un’antica parola in Inglese che riassume l’idea che la polvere con cui entriamo in contatto tutti i giorni è ciò che una volta è stato il muro di una città, un fiore, un albero o un essere umano.

La parola in questione è dustsceawung.

Come per ricordarci che la polvere è – in fin dei conti – l’ultima forma che assume qualsiasi cosa vivente. Buone riflessioni anche a te 😀

Adiuvare: portare verso Giove

L’archetipo incarnato da Giove rappresenta i nostri ideali, le nostre aspirazioni più profonde, la fede (intesa come fiducia nell’Universo). Nella Teogonia, Esiodo racconta che Giove, figlio di Saturno, riuscì a sopravvivere alla carneficina messa in atto da suo padre, che divorò tutti i suoi figli per timore di essere spodestato. Giove è il padre che vuole solo il bene dei propri figli, contrapposto al padre crudele (Saturno).

Leggevo in un libro che l’etimologia del verbo adiuvare potrebbe derivare anche da ad+iuvo, ovvero dal verbo iuvare, in riferimento a Juppiter, Jovis (Giove). In tal senso ad+iuvare significherebbe portare verso Giove, avvicinare una persona verso il suo ideale di vita più autentico.

Posso davvero dire di aver aiutato qualcuno se – con la mia azione – gli impedisco di sperimentare e imparare qualcosa di nuovo? È difficile capire quando dobbiamo aiutare qualcuno o se è meglio lasciare che segua il suo percorso senza interferire.

Dovremmo sempre chiederci se lo stiamo facendo per soddisfare solo il nostro bisogno di sentirci utili o per sostenere una persona verso la ricerca della sua lezione da imparare.

Il terrorismo stocastico

Il terrorismo stocastico è l’uso dei mezzi di comunicazione di massa per incitare persone a caso a compiere atti di violenza o atti terroristici statisticamente prevedibili ma individualmente imprevedibili.

Il terrorista stocastico è quindi la persona responsabile dell’istigazione, non l’esecutore materiale dell’atto di violenza.

Può essere un personaggio pubblico che, in radio o in TV, suscita odio verso una particolare persona o categoria di persone, diventando il mandante morale di aggressioni, violenze o discriminazioni a carico di quell’individuo o di quel gruppo di persone.

Segnalo un post molto interessate sul tema.

L’esprit de l’escalier

Questa espressione mi ha molto colpita: l’esprit de l’escalier (letteralmente l’arguzia delle scale) è la risposta a tono che avremmo dovuto dare a quello stronzo che ci ha messi in imbarazzo alla festa ma che, per qualche motivo, ci è venuta in mente troppo tardi, quando stavamo già scendendo le scale. Rappresenta, in sostanza, il non essere stati in grado di rispondere all’umiliazione in tempo reale.

Ecco l’origine dell’espressione:

A coniare l’espressione, dando il nome al fenomeno, è stato il filosofo illuminista Denis Diderot, nel Paradosso sull’attore. Durante una cena a casa di Jacques Necker gli fu opposta un’obiezione che sul momento riuscì a zittirlo lasciandolo senza argomenti, in quanto, come egli spiega, «l’homme sensible, comme moi, tout entier à ce qu’on lui objecte, perd la tête et ne se retrouve qu’au bas de l’escalier» (“L’uomo sensibile, come me, colpito dall’argomentazione data a suo sfavore, perde la testa e non la ritrova se non in fondo alle scale”).

Il «fondo delle scale» è un riferimento all’architettura dell’edificio in cui era stato invitato: le stanze per i ricevimenti si trovano all’étage noble (il “piano nobile” di un’abitazione gentilizia), il secondo del palazzo; pertanto, farsi sovvenire alla mente la risposta appropriata quando si era in fondo alle scale significava farlo troppo tardi, quando già si stava lasciando il ricevimento.