Il reddito di base

Dare soldi direttamente alle persone che ne hanno bisogno – senza passare da intermediari – ha un impatto maggiore sul miglioramento delle loro vite. Questo è il principio ispira Give Directly, un’iniziativa che mira a sradicare la povertà più estrema.

Diversi studi ed esperimenti condotti in tutto il mondo (se ne parla anche nel libro di Bregman e su Valigia Blu) hanno dimostrato che, garantendo alle persone un reddito di base – che non è il reddito di cittadinanza di cui si parla in Italia – queste riescono a uscire da situazioni ai limiti della sopravvivenza per intraprendere percorsi formativi o professionali che aumentano la qualità delle loro vite.

I limiti dell’efficienza

Inefficienza non è sinonimo di inefficacia o di pigrizia. L’autore di questo articolo porta avanti la teoria secondo la quale essere troppo efficienti può rappresentare un limite per la propria crescita e aggiunge che forse bisogna ripensare a cosa significhi davvero essere il migliore nel proprio campo.

Si porta l’esempio del mammifero che – per caso – si nutre delle bacche dolci che l’uccello lascia cadere dall’albero; il mammifero le trova deliziose ma sa che nessuno – più del volatile – è specializzato nel raccoglierle. Tuttavia si adatta alla situazione e comincia ad andare alla ricerca di bacche la notte, quando l’uccello dorme, provando ad arrampicarsi sugli alberi e, dopo vari tentativi, riesce a ottenere dei risultati. Non sarà mai efficiente come l’uccello, ma avrà comunque conseguito un obiettivo che ripaga il suo sforzo.

Nelle parole dell’autore:

L’efficienza funziona in un ambiente immutabile; tuttavia aspettarsi che un ambiente rimanga statico è irrealistico. L’ambiente cambia continuamente. Quando i luoghi di lavoro danno importanza all’efficienza in un ambiente che cambia, diventano fragili. L’inefficienza, come una mutazione genetica, può portare alla serendipity, alla scoperta casuale. Certo, può produrre gli stessi errori di prima, ma se l’ambiente è diverso, quegli stessi errori potrebbero effettivamente diventare delle soluzioni innovative.

Non avere paura delle sfide. Non avere paura di non essere il migliore. Quando ti metti abitualmente in situazioni in cui non sei il più abile, è allora che impari, cresci e alla fine ti adatti. Costruisci il tuo repertorio di peculiarità e talenti, in modo che quando il cambiamento colpisce avrai una vasta gamma di competenze. Questa flessibilità può anche darti la sicurezza di cercare attivamente il cambiamento. Il mammifero potrebbe finire con il guardarsi intorno, incuriosirsi e trovare nuove opportunità… ma quell’uccello difficilmente lascerà gli alberi.

Mettere in ordine

È interessante che – grazie a Marie Kondo – le persone stiano cominciando a porsi un po’ di domande rispetto alle cose che comprano e accumulano in casa. Non è una coincidenza che la serie di Netflix sia ambientata negli Stati Uniti.

Se non ti trasmette gioia, gettalo via.

Marie Kondo

Fare pulizia, mettere in ordine nella propria abitazione è un modo per meditare su ciò che ci fa star male e ciò che ci fa stare bene. Uno spazio che è preda del caos genera una mente confusa e vaneggiante.

Allo stesso modo, le esperienze negative vanno vissute e poi lasciate andare, così come tutte le emozioni che ci consumano da dentro; se non lo facciamo sarà come spostare continuamente un oggetto scomodo in casa, cambiandogli posto o nascondendolo per non vederlo.

Al momento opportuno, ce lo ritroveremo inevitabilmente davanti agli occhi.

Rivoluzione

C’è una poesia di Danilo Dolci tratta dalla raccolta Poema Umano che voglio condividere qui:

Chi si spaventa quando sente dire
“rivoluzione”
forse non ha capito.

Non è rivoluzione
tirare una sassata in testa a uno sbirro,
sputare addosso a un poveraccio
che ha messo una divisa non sapendo
come mangiare;
non è incendiare il municipio
o le carte in catasto
per andare da stupidi in galera
riforzando il nemico di pretesti.

Quando ci si agita per giungere
al potere e non si arriva
non è rivoluzione, si è mancata;
se si giunge al potere e la sostanza
dei rapporti rimane come prima,
rivoluzione tradita.

Rivoluzione è distinguere il buono
già vivente, sapendolo godere
sani, senza rimorsi,
amore, riconoscersi con gioia.

Rivoluzione è curare il curabile
profondamente e presto,
è rendere ciascuno responsabile.

Rivoluzione
è incontrarsi con sapiente sapienza
assumendo rapporti essenziali
tra terra, cielo e uomini: ostie sì,
quando necessita, sfruttati no,
i dispersi atomi umani divengano
nuovi organismi e lottino nettando
via ogni marcio, ogni mafia.