Anche questa volta la fine del mondo non è arrivata. E se la fine del mondo fosse solo un cambiamento nel nostro modo di percepire?

Il mondo là fuori non è che la proiezione dei nostri pensieri sul mondo. Quindi si tratterebbe della fine del mondo per come ci hanno insegnato / costretto a vederlo. Si tratta di un cambio di prospettiva che può avvenire solo nella nostra coscienza.

Il problema non è che il mondo potrebbe finire… è che potrebbe non finire, facendoci vivere ancora nell’illusione della separazione, facendoci credere che non siamo connessi gli uni agli altri.

L’aspetto del mondo è mutevole e dipende da cosa scegliamo di vedere ogni giorno. Per esempio, se decidiamo di soffermarci sulla sua diversità, cominceremo a notare cose e persone che prima non vedevamo. 

Se scegliamo consapevolmente quello che vogliamo vedere, quello che vediamo cambierà.

Siamo sicuri che essere o manifestare “contro” qualcosa non contribuisca a creare e rafforzare proprio quella realtà che vogliamo contrastare?

Ha senso rispondere all’odio con altro odio (l’odio verso chi odia, la rabbia verso chi prova rabbia)?

Quale realtà creano i pensieri “in opposizione” – seppur nei confronti di qualcosa di dannoso o deleterio?

Possiamo provare a spostarci dall’essere “contro” qualcosa all’essere “a favore” di qualcosa nel linguaggio utilizzato, nel modo di raccontare i fatti, negli slogan, nel modo di manifestare?

Riusciamo a dare più spazio – personale ma anche mediatico – a ciò che è positivo anziché a ciò che “combatte” il negativo?

È un cambio di paradigma che potrebbe portare a risultati più efficaci? Che ne pensi?

Come in quasi tutte le grandi città, anche a Bangkok molti tassisti non amano attivare il tassametro e – insieme agli autisti dei tuk tuk – cercano di spillarti denaro, chiedendoti cifre esorbitanti che poi devi stare ore a contrattare.

Per fortuna un contatto locale mi ha consigliato di scaricare l’app Grab, che è l’Uber del Sudest Asiatico (le due società sono in realtà fuse). Con Grab puoi chiamare un’auto o uno scooter ma anche ordinare cibo d’asporto e far consegnare piccoli pacchi in città.

Per scaricare Grab è necessario avere una sim Thai sul proprio smartphone: l’ho comprata in aeroporto (il gestore è AIS) pagandola 500 BHT (circa 14€). La cosa conveniente di Grab è che puoi pagare con carta di credito, le auto sono generalmente in buono stato e le tariffe sono quelle che pagano anche i locali: in questo modo si risparmia tantissimo e si evitano le fregature.

Oggi voglio usare questo piccolo, modesto spazio per segnalare alcune cose condivise su Facebook da amiche e conoscenti che stimo ed amo tantissimo.

Le dedico a Greta Thunberg, la giovane studentessa che ogni venerdì sciopera davanti al parlamento svedese per portare l’attenzione sull’ambiente e il riscaldamento globale. Nel suo paese l’hanno appena nominata donna dell’anno.

Ecco le parole che voglio ricordare in questa giornata speciale:

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Qualche giorno fa, in tram, ho ascoltato una conversazione tra una nonna e il suo nipotino di otto, nove anni circa. È andata più o meno così:

«Nonna, io ho deciso che da grande voglio fare il vigile del fuoco!»
«Ma cosa dici? Guarda che non è mica un mestiere bello…»
«Perché lo pensi, nonna?»
«Beh, non è un mestiere gratificante: alla fine devi andare semplicemente a spegnere fuochi in giro per la città. Vai lì con il camion, con l’idrante, butti acqua sul fuoco e poi basta. Poi guarda che i vigili del fuoco non guadagnano molti soldi, cosa credi? Ci sono mestieri molto più belli che ti fanno anche guadagnare tanto. Per esempio il costruttore di case, il commerciante, l’avvocato…»
«Ma, nonna, perché dici che non è un bel mestiere? I vigili del fuoco salvano la vita alle persone. E non solo quando ci sono gli incendi. Anche quando ci sono le frane, le piogge forti, i terremoti…»
«Ehm, certo, però… Cioè, non voglio dire che non sia un mestiere bello. È che è pericoloso. Ci sono mestieri più tranquilli, questo volevo dire.»
«Ma nonna… qualcuno deve pur farli questi mestieri meno tranquilli! Per me i vigili del fuoco sono degli eroi.»

Penso che non ci sia bisogno di ulteriori commenti.