Un jet lag che non ti dico

Non mi vergogno a dirlo: il primo giorno a Bangkok lo abbiamo più sognato che vissuto. Il jet lag è terribile quando si va in Oriente e questo me lo avevano detto tutti… però una cosa è viverlo sulla propria pelle e un’altra è sentirlo raccontare dagli altri.

Il caldo, poi, non aiuta… Durante il giorno ci sono in media 35 gradi e molta umidità, per cui la temperatura percepita è molto più alta di quella reale. Ma siamo qui e non vediamo l’ora di uscire dal sarcofago.

E quando lo faremo, ce la godremo.

Cosa voglio ricordare di questo 8 marzo 2019

Oggi voglio usare questo piccolo, modesto spazio per segnalare alcune cose condivise su Facebook da amiche e conoscenti che stimo ed amo tantissimo.

Le dedico a Greta Thunberg, la giovane studentessa che ogni venerdì sciopera davanti al parlamento svedese per portare l’attenzione sull’ambiente e il riscaldamento globale. Nel suo paese l’hanno appena nominata donna dell’anno.

Ecco le parole che voglio ricordare in questa giornata speciale:

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Amburgo

Oggi visiterò Amburgo per la prima volta. Pare che abbia più ponti di Venezia. Pensavo a quanto sia simpatico il fatto che gli abitanti di Amburgo si chiamino hamburgers. Non avrò tempo per esplorarla come si deve perché ci vado per motivi di lavoro ma mi sento sempre di buonumore quando vado in un posto nuovo. Ogni città ha qualcosa di speciale diversa e mi ispira una sensazione che poi registro nella mente come se fosse un mix di odori, sapori, sensazioni sulla pelle.

Quando fingevo che mi piacesse Dylan

Per me Beverly Hills 90210 è sempre stato un semplice codice di avviamento postale.

Non ho mai seguito la serie e non mi ha mai incuriosita: non riuscivo a identificarmi con nessuna delle protagoniste ma ricordo benissimo che fingevo di avere una cotta per Dylan per non destare dubbi sul mio orientamento sessuale. Avevo scelto Dylan come uomo dello schermo perché mi sembrava il più stronzo e io volevo risultare una eterosessuale credibile.

Mi dispiace che l’attore che lo interpretava, Luke Perry, sia scomparso e oggi voglio dedicargli un pensiero insieme a Keith Flint, che con i Prodigy ha fatto la storia della musica contemporanea.

Oggi un mio amico ha scritto su Facebook che gli anni Novanta non sono finiti oggi: sono finiti vent’anni fa e dovremmo farcene una ragione. È un amico molto saggio.