Il lato positivo

In queste giornate segnate dall’influenza mi sento debole e inutile. Domani dovrei partire per Stoccolma (cose di lavoro) ma temo che non riuscirò a rimettermi in piedi. I miei pensieri si accavallano e si fondono come sottilette calde. Non so dire se l’idea che presto sarà Natale mi metta più tristezza o gioia. Ma guardiamo il lato positivo: vivo a Milano e posso fare la spesa con un’app.

La voce interiore

Mai come in questi mesi ho compreso l’importanza di seguire il mio istinto. Ho preso decisioni sofferte e che hanno generato sofferenza in persone che amavo e, con puntualità svizzera, i rimorsi e i rimpianti si sono affacciati sulla piscina dei miei pensieri per tuffarvisi dentro.

Come delle sirene hanno provato a distogliermi dall’ascoltare la mia voce interiore che mi suggeriva di avanzare lungo il percorso tracciato dalle mie scelte. Le ho ascoltate, quelle sirene; non sono fuggita da loro, non le ho allontanate. Mi sono legata all’albero maestro, come Ulisse, e ho prestato loro la mia attenzione, anche se ciò mi ha fatto stare male.

Eppure, guardandomi indietro e – soprattutto – guardando davanti a me, ho capito che ho fatto la cosa giusta, ovvero seguire quegli indizi che l’anima lascia qua e là nei sogni, nei nostri gesti inconsapevoli, nei lapsus, negli incontri che facciamo, nelle parole degli sconosciuti.

È una questione di sintonia: bisogna trovare la frequenza del proprio mondo interiore e ascoltarla come una stazione radio.

È facile essere razionali così come è facile abbandonarsi alle emozioni. Ma quella dell’istinto è una voce che fa paura seguire, perché è quella che ci chiede lo sforzo più grande: avere fede.

Un jet lag che non ti dico

Non mi vergogno a dirlo: il primo giorno a Bangkok lo abbiamo più sognato che vissuto. Il jet lag è terribile quando si va in Oriente e questo me lo avevano detto tutti… però una cosa è viverlo sulla propria pelle e un’altra è sentirlo raccontare dagli altri.

Il caldo, poi, non aiuta… Durante il giorno ci sono in media 35 gradi e molta umidità, per cui la temperatura percepita è molto più alta di quella reale. Ma siamo qui e non vediamo l’ora di uscire dal sarcofago.

E quando lo faremo, ce la godremo.

Cosa voglio ricordare di questo 8 marzo 2019

Oggi voglio usare questo piccolo, modesto spazio per segnalare alcune cose condivise su Facebook da amiche e conoscenti che stimo ed amo tantissimo.

Le dedico a Greta Thunberg, la giovane studentessa che ogni venerdì sciopera davanti al parlamento svedese per portare l’attenzione sull’ambiente e il riscaldamento globale. Nel suo paese l’hanno appena nominata donna dell’anno.

Ecco le parole che voglio ricordare in questa giornata speciale:

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Amburgo

Oggi visiterò Amburgo per la prima volta. Pare che abbia più ponti di Venezia. Pensavo a quanto sia simpatico il fatto che gli abitanti di Amburgo si chiamino hamburgers. Non avrò tempo per esplorarla come si deve perché ci vado per motivi di lavoro ma mi sento sempre di buonumore quando vado in un posto nuovo. Ogni città ha qualcosa di speciale diversa e mi ispira una sensazione che poi registro nella mente come se fosse un mix di odori, sapori, sensazioni sulla pelle.