Su Netflix la prima serie che parla di disabilità (e omosessualità)

Su Netflix è appena arrivata una serie originale che si chiama Special. Si tratta di un prodotto editoriale nuovo e per certi versi rivoluzionario, poiché narra le avventure di un ragazzo gay affetto da paralisi cerebrale.

Special nasce dal libro di Ryan O’Connell, che è anche l’attore protagonista della serie. Tra i produttori figura Jim Parsons, che molti ricordano per il ruolo di Sheldon Cooper in The Big Bang Theory.

Ne sentiremo parlare sicuramente.

Too Good To Go: l’app per ridurre lo spreco alimentare

Qualche giorno fa ho scoperto un’app che si chiama Too Good To Go, il cui obiettivo è ridurre lo spreco alimentare. Come funziona? In pratica l’utente può prenotare una magic box contenente i prodotti invenduti presso alcuni esercenti (bar, ristoranti, panetterie) a un costo che è pari a circa un terzo di quello effettivo.

La magic box si può poi ritirare nella fascia oraria stabilita dal commerciante e il pagamento avviene tramite app. Al momento credo che in Italia sia disponibile solo a Milano e spero lo diventi presto in più città.

Perché siamo fortunati

Moriremo tutti e questo fa di noi quelli fortunati. La maggior parte delle persone non morirà mai perché non nascerà mai. Le persone che potenzialmente avrebbero potuto essere qui al mio posto – ma che in realtà non vedranno mai la luce del giorno – sono più numerose dei granelli di sabbia del Sahara. Certamente tra questi fantasmi non ancora nati ci sono poeti più grandi di Keats, scienziati più straordinari di Newton. Lo sappiamo perché l’insieme delle persone possibili consentite dal nostro DNA supera in modo massiccio l’insieme delle persone reali. Nonostante queste stupefacenti probabilità siamo tu ed io, nella nostra normalità, ad essere qui.

Richard Dawkins (1941)

Piccoli e grandi Buddha

Questa mattina abbiamo visitato due templi tra i più importanti della Thailandia. Entrambi si trovano a Bangkok e sono il Wat Phra Kaew (Tempio del Buddha di Smeraldo) e il Wat Phra Chettuphon Wimon Mangkhalaram Ratchaworamahawihan noto anche comeWat Pho (Tempio del Buddha Sdraiato).

Il primo custodisce una statuetta di circa 45 centimetri realizzata interamente in diaspro verde e giadeite. È un Buddha molto piccolo ma assai venerato poiché è legato alla casa reale thailandese. Si tratta, infatti di un bellissimo esemplare di palladio, ovvero di una statua investita di poteri sovrannaturali che solitamente protegge una città, un re o una dinastia.

Il re è l’unica persona che può cambiare l’abito dorato indossato dalla statuetta a seconda della stagione in corso.

Per quanto bellissimo e oggetto di grandi attenzioni, devo ammettere che però il Buddha che mi ha colpito di più è stato il secondo che abbiamo visto: una figura immensa lunga 46 metri e alta 15 metri che rappresenta l’Illuminato nel momento in cui realizza il nirvana, mettendo fine al ciclo delle reincarnazioni. È davvero impressionante e trasmette un senso di pace interiore che non è facile descrivere a parole. Esperienza indimenticabile.

Due rappresentazioni materiali di un personaggio la cui grandezza si coglie ben oltre le dimensioni relative di questi artefatti.