L’esprit de l’escalier

Questa espressione mi ha molto colpita: l’esprit de l’escalier (letteralmente l’arguzia delle scale) è la risposta a tono che avremmo dovuto dare a quello stronzo che ci ha messi in imbarazzo alla festa ma che, per qualche motivo, ci è venuta in mente troppo tardi, quando stavamo già scendendo le scale. Rappresenta, in sostanza, il non essere stati in grado di rispondere all’umiliazione in tempo reale.

Ecco l’origine dell’espressione:

A coniare l’espressione, dando il nome al fenomeno, è stato il filosofo illuminista Denis Diderot, nel Paradosso sull’attore. Durante una cena a casa di Jacques Necker gli fu opposta un’obiezione che sul momento riuscì a zittirlo lasciandolo senza argomenti, in quanto, come egli spiega, «l’homme sensible, comme moi, tout entier à ce qu’on lui objecte, perd la tête et ne se retrouve qu’au bas de l’escalier» (“L’uomo sensibile, come me, colpito dall’argomentazione data a suo sfavore, perde la testa e non la ritrova se non in fondo alle scale”).

Il «fondo delle scale» è un riferimento all’architettura dell’edificio in cui era stato invitato: le stanze per i ricevimenti si trovano all’étage noble (il “piano nobile” di un’abitazione gentilizia), il secondo del palazzo; pertanto, farsi sovvenire alla mente la risposta appropriata quando si era in fondo alle scale significava farlo troppo tardi, quando già si stava lasciando il ricevimento.

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