I quattro livelli di ascolto

In questo periodo sto approfondendo un tema che è di fondamentale importanza sia nella vita privata che nel lavoro: come si prendono le decisioni.

La cosa più difficile è innanzitutto imparare a non impuntarsi sul proprio punto di vista e fare quel reality check che risulta molto difficile per tutti. Spesso ci affezioniamo a un’idea talmente tanto da non prendere in considerazione la sua analisi da prospettive diverse e finiamo con il respingere degli input importanti che potrebbero aiutarci a migliorarla o a lasciarla perdere del tutto.

Alla base di un buon reality check c’è l’esercizio dell’ascolto su più livelli. Ecco come la Teoria U suddivide le varie tipologie:

Levels of Listening

Analizziamo nel dettaglio questi diversi livelli di ascolto:

Primo livello: ascolto in download

Il primo livello di ascolto è quello legato alle abitudini: quando qualcuno ci parla, la cosa che ci viene più naturale è selezionare quelle singole informazioni che confermano ciò che già sappiamo e rafforzano il nostro punto di vista su quel tema. «Da che mondo è mondo questa cosa si fa così»: chi non ha mai pensato o sentito dire questa frase quando si è ritrovato davanti alla necessità di prendere una decisione? In sostanza è come se facessimo un download di informazioni che derivano dal passato e che non vengono rimesse in discussione. È il cosiddetto confirmation bias.

Secondo livello: ascolto fattuale

Qui cominciamo ad aprire la nostra mente per concentrarci sui dati e sulle informazioni che contraddicono ciò che pensiamo. È forse il livello di ascolto più difficile perché richiede proprio uno sforzo importante da parte di chi vuole praticarlo. Significa mettere in discussione le proprie certezze, notare e annotare ciò che emerge da prospettive diverse dalla nostra e prepararsi – se necessario – a cambiare idea. Charles Darwin andava in giro con un taccuino in cui annotava tutte le evidenze che contraddicevano le sue teorie: il grande scienziato sapeva che la cosa peggiore che possa capitare è rimanere intrappolati nei propri pregiudizi.

Terzo livello: ascolto empatico

Il terzo livello di ascolto richiede un cuore aperto: ciò significa oltrepassare la staccionata e provare a mettersi nei panni della persona che stiamo ascoltando, connettersi con la sua esperienza. Qui bisogna sforzarsi di vedere il problema dal punto di vista dell’altro e capire da quali emozioni è attraversato, se sta parlando in base a dei suoi pregiudizi o esperienze, oppure in base a fatti comprovati. Essere empatici nei confronti di una persona non richiede aver vissuto le sue stesse esperienze: significa imparare a osservarla e ascoltarla con occhi e orecchie nuove, concentrandosi sulle emozioni che sta manifestando mentre ci parla.

Quarto livello: ascolto generativo

Questo richiede una grande forza di volontà perché è legato alla nostra capacità di ascoltare noi stessi mentre ascoltiamo gli altri. Stiamo praticando questo tipo di ascolto quando riusciamo a monitorare al contempo il nostro livello di energia e sentiamo che ci stiamo connettendo a qualcosa che non c’era prima.

Quando ascoltano i problemi dei loro atleti o dei loro alunni, i veri leader, i coach e gli insegnanti (quelli bravi eh) possono già vedere in loro un potenziale che vuole emergere. Ciò significa che ascoltano senza pensare al passato (come nel primo livello) ma concentrandosi sul futuro che sta per manifestarsi.

Ecco un esempio che sicuramente aiuterà a comprendere meglio il concetto di ascolto generativo. In questo video il maestro Zubin Mehta si trova a dover condurre due orchestre che suonano insieme per la prima volta. Al suo fianco, per non farsi mancare nulla, c’è Plácido Domingo, uno dei più grandi tenori della nostra epoca.

Per dirigere efficacemente tutte queste persone, Mehta deve quindi applicare un livello di ascolto molto profondo, che gli permetta di capire quando è il caso di rallentare, accelerare o fermarsi.

L’ascolto generativo si manifesta in maniera lampante in un momento specifico del video qui sopra: mi riferisco al finale in cui Domingo tiene sospesa la sua terz’ultima nota e Mehta abbassa la bacchetta per ascoltarlo e connettersi ad un futuro che vuole emergere. Questo gli permette di trovare il tempo perfetto per agire e trasformare le due orchestre, se stesso e Domingo in una sola cosa.

Questo significa essere leader grazie all’ascolto.

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