Il nuovo Tomb Raider: prime impressioni

Nel weekend ho ripreso a giocare alla PS4 perché mi sono ricordata che il 14 settembre è uscito il nuovo Tomb Raider (sottotitolo: Shadow of the Tomb Raider). Sentivo decisamente la mancanza di Lara Croft.

Di questa nuova edizione mi piace molto il fatto che gli sviluppatori abbiano accentuato la modalità stealth: Lara può sfruttare meglio l’ambiente circostante per mimetizzarsi, nascondersi, colpire di soppiatto e da lontano. È il modo più intelligente di mettere KO gli avversari e richiede sangue freddo e strategia.

Ma non è l’unico elemento che mi ha colpita.

Trovo anche vi siano molte più cose da fare al di fuori della missione principale e anche questo è un aspetto positivo: più tombe da esplorare, più missioni e più personaggi con cui interagire.

La grafica degli ambienti lascia senza fiato: dalla giungla alle rovine delle civiltà Maya e Inca, passando per le piccole città messicane e arrivando in città che sono frutto della fantasia degli autori… è incredibile come la tecnologia riesca a farti sentire parte di luoghi virtuali. Menzione speciale per la ricostruzione della città di Cozumel durante il Giorno dei Morti.

Sono appena al 20% del gioco, quindi non vedo l’ora di scoprire quali altre sorprese riserva.

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