Come si prendono le decisioni importanti

Da pochi giorni è in commercio il nuovo libro di Steven Johnson (autore tra i miei preferiti). Il titolo è Farsighted: How We Make the Decisions That Matter the Most. Il New York Times ne ha pubblicato un piccolo estratto che vale la pena leggere; ne ho tradotto qui una parte in italiano:

Una volta che hai di fronte tutte le alternative, come dovresti valutarle? Un approccio, noto come “pianificazione degli scenari” e sviluppato da una manciata di consulenti gestionali negli anni ’70, consiste nell’immaginare tre diversi ambienti futuri per ogni alternativa. In sostanza bisogna inventare una storia in cui le cose migliorano, una in cui peggiorano e una in cui diventano strane.

Lo storytelling è una cosa che facciamo istintivamente ogni volta che dobbiamo prendere una grande decisione. Se stai pensando di lasciare la città e trasferirti in periferia, racconti una storia di escursioni in famiglia attraverso i sentieri dietro casa tua, parli di migliori scuole pubbliche e di un giardino che puoi curare nel tuo cortile.

La differenza con la pianificazione formale degli scenari è duplice: in primo luogo, raramente ci prendiamo il tempo di fare un’analisi approfondita di tutte le forze che danno forma a quella storia; in secondo luogo, raramente ci preoccupiamo di costruire storie con più punti di vista.

Come si svolge la storia se ai tuoi figli non piacciono i loro nuovi compagni di classe, o se una parte della famiglia ama il nuovo stile di vita ma l’altra ha nostalgia della vecchia casa, dei vecchi amici e della vitalità della vita cittadina?

Lo psicologo Gary Klein ha sviluppato una variante di questa tecnica. Lo chiama “pre-mortem”. Come suggerisce il nome, l’approccio è una svolta nella procedura medica dell’analisi post-mortem. In un’autopsia il soggetto è morto e il compito del medico è quello di capire la causa della morte. In un pre-mortem, la sequenza è invertita: «Il nostro esercizio – spiega il dottor Klein – è chiedere ai pianificatori di immaginare che siano passati mesi nel futuro e che il loro piano sia stato realizzato. Ed è fallito. Questo è tutto quello che sanno; devono spiegare perché pensano che sia fallito».

L’approccio pre-mortem mi sembra avere molto senso. Tu che ne pensi?

2 pensieri riguardo “Come si prendono le decisioni importanti

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