Piccoli e grandi Buddha

Questa mattina abbiamo visitato due templi tra i più importanti della Thailandia. Entrambi si trovano a Bangkok e sono il Wat Phra Kaew (Tempio del Buddha di Smeraldo) e il Wat Phra Chettuphon Wimon Mangkhalaram Ratchaworamahawihan noto anche comeWat Pho (Tempio del Buddha Sdraiato).

Il primo custodisce una statuetta di circa 45 centimetri realizzata interamente in diaspro verde e giadeite. È un Buddha molto piccolo ma assai venerato poiché è legato alla casa reale thailandese. Si tratta, infatti di un bellissimo esemplare di palladio, ovvero di una statua investita di poteri sovrannaturali che solitamente protegge una città, un re o una dinastia.

Il re è l’unica persona che può cambiare l’abito dorato indossato dalla statuetta a seconda della stagione in corso.

Per quanto bellissimo e oggetto di grandi attenzioni, devo ammettere che però il Buddha che mi ha colpito di più è stato il secondo che abbiamo visto: una figura immensa lunga 46 metri e alta 15 metri che rappresenta l’Illuminato nel momento in cui realizza il nirvana, mettendo fine al ciclo delle reincarnazioni. È davvero impressionante e trasmette un senso di pace interiore che non è facile descrivere a parole. Esperienza indimenticabile.

Due rappresentazioni materiali di un personaggio la cui grandezza si coglie ben oltre le dimensioni relative di questi artefatti.

Come spostarsi a Bangkok in taxi senza farsi spennare

Come in quasi tutte le grandi città, anche a Bangkok molti tassisti non amano attivare il tassametro e – insieme agli autisti dei tuk tuk – cercano di spillarti denaro, chiedendoti cifre esorbitanti che poi devi stare ore a contrattare.

Per fortuna un contatto locale mi ha consigliato di scaricare l’app Grab, che è l’Uber del Sudest Asiatico (le due società sono in realtà fuse). Con Grab puoi chiamare un’auto o uno scooter ma anche ordinare cibo d’asporto e far consegnare piccoli pacchi in città.

Per scaricare Grab è necessario avere una sim Thai sul proprio smartphone: l’ho comprata in aeroporto (il gestore è AIS) pagandola 500 BHT (circa 14€). La cosa conveniente di Grab è che puoi pagare con carta di credito, le auto sono generalmente in buono stato e le tariffe sono quelle che pagano anche i locali: in questo modo si risparmia tantissimo e si evitano le fregature.

Cosa voglio ricordare di questo 8 marzo 2019

Oggi voglio usare questo piccolo, modesto spazio per segnalare alcune cose condivise su Facebook da amiche e conoscenti che stimo ed amo tantissimo.

Le dedico a Greta Thunberg, la giovane studentessa che ogni venerdì sciopera davanti al parlamento svedese per portare l’attenzione sull’ambiente e il riscaldamento globale. Nel suo paese l’hanno appena nominata donna dell’anno.

Ecco le parole che voglio ricordare in questa giornata speciale:

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Franzbrötchen: quando un errore diventa un trionfo

Quando l’esercito di Napoleone occupò Amburgo tra il 1806 e il 1814, le pasticcerie della città cominciarono a cimentarsi nella preparazione dei croissant francesi per compiacere i nuovi padroni di casa.

All’inizio non gli vennero un granché bene ma provarono a metterci una pezza personalizzandoli con lo zenzero ed altri ingredienti della tradizione tedesca.

Diedero così vita al Franzbrötchen, una specie di croissant collassato: bruttino all’apparenza ma molto, molto gustoso. Infatti gli stessi francesi ne divennero ghiotti.

Amburgo

Oggi visiterò Amburgo per la prima volta. Pare che abbia più ponti di Venezia. Pensavo a quanto sia simpatico il fatto che gli abitanti di Amburgo si chiamino hamburgers. Non avrò tempo per esplorarla come si deve perché ci vado per motivi di lavoro ma mi sento sempre di buonumore quando vado in un posto nuovo. Ogni città ha qualcosa di speciale diversa e mi ispira una sensazione che poi registro nella mente come se fosse un mix di odori, sapori, sensazioni sulla pelle.

Quando fingevo che mi piacesse Dylan

Per me Beverly Hills 90210 è sempre stato un semplice codice di avviamento postale.

Non ho mai seguito la serie e non mi ha mai incuriosita: non riuscivo a identificarmi con nessuna delle protagoniste ma ricordo benissimo che fingevo di avere una cotta per Dylan per non destare dubbi sul mio orientamento sessuale. Avevo scelto Dylan come uomo dello schermo perché mi sembrava il più stronzo e io volevo risultare una eterosessuale credibile.

Mi dispiace che l’attore che lo interpretava, Luke Perry, sia scomparso e oggi voglio dedicargli un pensiero insieme a Keith Flint, che con i Prodigy ha fatto la storia della musica contemporanea.

Oggi un mio amico ha scritto su Facebook che gli anni Novanta non sono finiti oggi: sono finiti vent’anni fa e dovremmo farcene una ragione. È un amico molto saggio.